"Come può accadere che le istituzioni che servono al benessere comune e sono estremamente significative per il suo sviluppo sorgano senza una volontà comune intenzionata a formarle?"

Carl Menger

"A society that does not recognize that each individual has values of his own which he is entitled to follow,
can have no respect for the dignity of the individual and cannot really know freedom.
"

F. A. von Hayek



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Il federalismo nello Stato e nell'impresa
di Carlo Zucchi


Evoluzione di assetti federali

Ripercorrendo la storia, possiamo osservare come l'esperienza federale si sia evoluta attraverso tre tappe fondamentali, la prima delle quali è la federazione tribale israelitica descritta nella Bibbia, risalente a più di tremila anni orsono e fondantesi su un patto tra partners paritetici. In tal modo, si formò una comunità politica entro la quale ogni tribù conservava la propria libertà, pur nel contesto di un diritto e una costituzione comuni.
La seconda esperienza è riconducibile alla Confederazione Elvetica del XIII secolo, in piena epoca medievale. Unitamente ai successivi effetti della Riforma, le cui correnti principali vi ricevettero maggior ospitalità e appoggio, questa esperienza fece sì che sul territorio elvetico si formasse una struttura confederale, tale da consentire a un popolo libero di autogovernarsi .
La terza esperienza, che più ci interessa, è quella degli Stati Uniti d'America, risalente a più di duecento anni fa. Primo esempio di federazione moderna, quello americano si è dimostrato un esperimento sufficientemente efficace a governare una comunità politica di dimensioni continentali, varia e disomogenea sul piano etnico e culturale e assai dinamica sul piano economico e sociale .
L'originario sistema federale americano, previde l'affiancamento di una nuova entità, lo stato federale, ai tredici stati allora esistenti. Lo stato federale, il cui territorio era costituito dalla somma degli stati membri, era dotato di una sovranità propria, che esercitava in un rapporto non-gerarchico con gli stati membri. Fondamentale fu l'intuizione dei padri fondatori di concepire un assetto istituzionale basato su un federalismo "per competenze", nel senso che alcuni poteri, espressamente stabiliti, come la politica estera, la moneta, il servizio postale e tutto quanto necessario ad aprire grandi comunicazioni per unire le diverse parti del territorio erano delegati al governo federale, mentre gli altri poteri, di carattere generale e non indicati, erano delegati espressamente agli stati membri, come recitava, del resto, il X Emendamento: " I poteri non delegati dalla Costituzione degli Stati Uniti, o da essa non vietati agli stati, sono riservati ai rispettivi stati, ovvero al popolo". Il governo federale, inoltre, non poteva imporre forme di tassazione diretta o sospendere l'habeas corpus, mentre sia allo stato federale che ai singoli stati membri fu proibito emanare leggi di carattere retroattivo, conferire titoli nobiliari e violare i diritti inclusi nel Bill of Rights.
In caso di conflitto di attribuzione di poteri tra stato federale e uno o più singoli stati membri, è previsto l'istituto dell'arbitrato, esercitato dalla Corte Suprema, che interpreta l'art. VI della Costituzione, detta anche "clausola della supremazia".


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