"Come può accadere che le istituzioni che servono al benessere comune e sono estremamente significative per il suo sviluppo sorgano senza una volontà comune intenzionata a formarle?"

Carl Menger

"A society that does not recognize that each individual has values of his own which he is entitled to follow,
can have no respect for the dignity of the individual and cannot really know freedom.
"

F. A. von Hayek



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Consumo di capitale
di Carlo Zucchi

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Riguardo la credenza che "una nazione possa permettersi di consumare temporaneamente una parte del suo capitale per evitare un declino nel suo tenore di vita, così come un individuo può temporaneamente consumare il suo capitale in caso di emergenza", un individuo, purchè sano di mente, sa benissimo quando sta consumando capitale, in quanto è costretto ad attingere al suo patrimonio per soddisfare le sue esigenze di consumo, poiché il suo reddito è insufficiente, o manca del tutto. Nel caso di una collettività, il fenomeno è più difficile da percepire. I beneficiari della spesa sociale vedono i propri redditi aumentare, ma non si chiedono da dove questi provengano. Il fatto che provengano da capitalisti privati o che gravino su generazioni future interessa poco, in quanto è difficile comprendere che per aumentare la spesa sociale di tanta gente, magari mandando in pensioni tanti trentenni o quarantenni, si consuma il capitale del paese, magari tassando chi quel capitale è chiamato a produrlo in virtù di capacità e attitudini imprenditoriali assai rare sul mercato. La mancata comprensione dei processi capitalistici e dell'importanza della figura dell'imprenditore come motore dell'economia non consente di capire che una volta che l'imprenditore ha fatto il suo dovere creando ricchezza, non deve essere "tosato" impietosamente per sostenere una spesa sociale di stampo demagogico, perché l'imprenditore è merce preziosa quanto rara.

In ogni caso, gli esempi fatti denotano come il consumo di capitale, nel nostro paese, sia dovuto a un'eccessiva protezione corporativa nei confronti delle varie categorie produttive, in particolare quelle presenti da tempo sul mercato e che operano in settori maturi, e questo sia sul versante imprenditoriale, sia su quello lavorativo. Il caso del mercato ortofrutticolo, come quello della scuola o dei cervelli che fuggono all'estero testimoniano tutti come chiunque cerchi di innovare e chiunque cerchi lavoro viene penalizzato da un sistema regole che tutela chi ha già acquisito posizioni di potere e chi ha già il sederino parato. Ma è chi innova che crea capitale, per cui, non è il caso di invocare politiche monetarie allegre della BCE o allentamenti dei vincoli nei bilanci pubblici, quando chi ha idee nuove si vede tarpare le ali in mille modi e viene combattuto come disturbatore della pubblica quiete.


 
   
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