"Come può accadere che le istituzioni che servono al benessere comune e sono estremamente significative per il suo sviluppo sorgano senza una volontà comune intenzionata a formarle?"

Carl Menger

"A society that does not recognize that each individual has values of his own which he is entitled to follow,
can have no respect for the dignity of the individual and cannot really know freedom.
"

F. A. von Hayek



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Consumo di capitale
di Carlo Zucchi

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L'emergere del consumo di capitale "si manifesta mentre la crescita della popolazione sta diminuendo e simultaneamente la disoccupazione continua ad aumentare." L'Italia non è forse il paese a maggior tasso di denatalità? E gli aumenti di occupazione degli ultimi due anni sbandierati dal governo Berlusconi non illudano. Al contrario di quanto accadeva nell'America di Reagan prima e Clinton poi, i nuovi occupati italiani percepiscono stipendi inferiori alla media del resto degli occupati. Ciò significa che mentre in America i nuovi lavori (a volte erano lavoratori che passavano da un lavoro a un altro, non nuovi occupati), creando maggior valore aggiunto, erano meglio retribuiti rispetto alla media nazionale, in Italia i nuovi occupati sono persone che, più povere, non si possono più permettere di restare disoccupati e devono accettare salari bassi per mansioni a più basso lavoro aggiunto. Anche questo è un segnale che denota come il capitale si stia consumando.

Inoltre, Hayek, nello stesso capitolo, scrive:

["Il fatto che ovunque il pubblico abbia troppo di buon grado incoraggiato queste misure di distruzione del capitale può essere certamente attribuito in larga misura al riconoscimento che il capitale nazionale potesse essere consumato. Una volta che il capitalista ha fatto il suo dovere rendendo disponibile il capitale, si è ritenuto di poterlo ignorare, dal momento che il capitale reale esistente certo non poteva scappare. Non è necessario dilungarsi oltre per mostrare che questo punto di vista è erroneo. Sebbene molti riconoscano che il capitale dell'economia può essere consumato, tuttavia invocano misure che hanno questo effetto. Spesso essi credono che una nazione possa permettersi di consumare temporaneamente una parte del suo capitale per evitare un declino nel suo tenore di vita, così come un individuo può temporaneamente consumare il suo capitale in caso di emergenza; l'importanza del suo capitale privato è, in parte, proprio dovuta a questo. Ma egli può mantenere costante il suo consumo attraverso questo espediente solo se ha una ben fondata speranza che in futuro sarà capace di guadagnare dalla sua ridotta quantità di capitale così come ha guadagnato dal passato dal suo capitale e dalle sue altre risorse. Una nazione non può avere questa speranza. Può darsi che gli effetti del consumo del capitale possano per un po' essere compensati dal progresso tecnico; tuttavia il maggior pericolo è che questo sia il primo passo sul sentiero di quel consumo del capitale che condurrà ad un circolo vizioso dal quale sarà estremamente difficile uscire."(2) ]

Non è poi un caso che siano proprio gli stessi denigratori del capitalismo ad invocare quelle misure anti-concorrenziali che finiscono poi per avvantaggiare i produttori a scapito dei consumatori. Fu proprio il padre fondatore della Scuola Austriaca, Carl Menger, nei suoi "Principi di Economia Politica", a sottolineare come una corpus teorico di leggi economiche, per essere valido sempre, debba essere incentrato sull'analisi del comportamento del consumatore, in quanto compito della scienza economica è analizzare COME l'uomo soddisfa le proprie esigenze. Al contrario, i paradigmi classico, marxista, neoclassico e keynesiano, si sono sempre mossi nell'ottica del produttore. La produzione non va confusa con l'economia. L'economia garantisce la soddisfazione dei bisogni, la produzione produce determinati oggetti che non necessariamente garantiscono il fabbisogno. Si possono produrre beni non economici, così come vi sono molte attività economiche che non hanno nulla a che fare con la produzione. E non inganni il fatto che Keynes sosteneva che bisognasse incentivare il consumo. Il consumo, nel suo caso, non era il fine, ma il mezzo per sostenere produzione e occupazione.

2.Cfr. Prezzi e Produzione, di F. A. Hayek, Edizioni Scientifiche Italiane, Pag. 120-121

 
   
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