"Come può accadere che le istituzioni che servono al benessere comune e sono estremamente significative per il suo sviluppo sorgano senza una volontà comune intenzionata a formarle?"

Carl Menger

"A society that does not recognize that each individual has values of his own which he is entitled to follow,
can have no respect for the dignity of the individual and cannot really know freedom.
"

F. A. von Hayek



Questo sito e' in
versione provvisoria

 

Consumo di capitale
di Carlo Zucchi

Prima pagina
Pag. 1 2 3 4

Da quando Silvio Berlusconi è diventato Presidente del Consiglio l'Italia sembra godere di particolari attenzioni per effetto dell'anomalia di un capo di governo proprietario di tre reti televisive, che fa della sua antipoliticità il suo cavallo di battaglia. Insomma, si guarda all'Italia anche per guardare a una sorta di insolito esperimento che vede un "non addetto ai lavori" nella stanza dei bottoni. Tutto ciò è bello e divertente per chi scrive, e forsanche per un pubblico di lettori poco avvezzi a problemi complessi, ma questo gossip politico o giudiziario (come il caso dell'Economist quest'estate) è diventato decisamente stucchevole e denota una sempre minor serietà da parte di chi dovrebbe trattare la politica e l'economia in modo autorevole e qualificato. A forza di gossip e liti da cortile si sono purtroppo persi di vista i veri problemi da cui è afflitta l'Italia, problemi che vengono da lontanissimo, e che i governi targati Ulivo e Casa delle Libertà si sono trovati a gestire, ahinoi, con la consueta tattica del rinvio a tempi migliori, che quand'anche arrivassero sarebbero comunque troppo foschi. Gli anni '90 hanno visto l'Italia perdere competitività in modo preoccupante rispetto a gran parte degli altri paesi del globo, nonostante i processi di globalizzazione abbiano consentito un notevole ribasso dei tassi di interesse a livello internazionale, fatto che per un paese iper-indebitato come il nostro ha costituito un autentico "pieno" (altro che boccata) di ossigeno. Quindi, contrariamente a quanto certi commentatori vanno cianciando, l'Italia non è stata vittima della globalizzazione, ma bensì beneficiaria, sia per via dei tassi di interesse, sia perché, grazie ad essa, i propri guai sono stati messi a nudo e meglio compresi. In particolare, l'Italia ha una brutta malattia chiamata "Consumo di capitale", malattia le cui cause risalgono agli anni '70, con il loro pieno di demagogia pseudo-anarcoide, e i cui effetti si sono manifestati in maniera virulenta nel decennio seguente con l'esplosione di un debito pubblico esorbitante dovuto a una spesa sociale fuori controllo. Negli anni '90 si è riusciti in qualche modo ad arrestare tutto questo, ma più con provvedimenti tampone che con misure risolutive, anche se dolorose nel breve periodo, e oggi se ne vedono i risultati.
In merito ai paesi afflitti da consumo di capitale, è sintomatico quanto scritto da Hayek nel capitolo intitolato "Il consumo del capitale" di "Prezzi e Produzione", opera datata 1931, quindi non certo ispirata all'Italia del 2000, ma, anzi, quantomai profetica:

["Un altro fenomeno largamente diffuso in quasi tutti i paesi che presumibilmente consumano il loro capitale, sono le diffuse lamentele riguardo all'eccessiva differenza tra i prezzi al dettaglio ed i prezzi all'ingrosso o riguardo ai costi di produzione in generale. Un fenomeno che ci dobbiamo aspettare che si verifichi durante un processo di consumo del capitale è che il settore dei beni di consumo sia relativamente più vantaggioso, e che le industrie che producono beni alimentari come la birra, le industrie del tabacco, dello spettacolo, ecc., siano prospere. Tuttavia, la sola esistenza di questa situazione naturalmente non basta a dimostrare che un tale processo non sia in atto. La stessa situazione potrebbe insorgere anche solo in seguito ad un netto declino del saggio di risparmio non accompagnato da un effettivo consumo del capitale. Ma l'emergere di questo fenomeno fa nascere un forte sospetto che siano realmente all'opera tendenze verso il consumo di capitale. Esso infatti spesso si manifesta mentre la crescita della popolazione sta diminuendo e simultaneamente la disoccupazione continua ad aumentare."(1)]

1. Cfr. Prezzi e Produzione, di F. A. Hayek, Edizioni Scientifiche Italiane, Pag. 118

 
   
Copyright © Liberanimus 1995-2004
Liberanimus e' un organizazzione non-profit
Sito realizzato da