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Friedrich August Von
Hayek (Vienna 1899-Friburgo 1992), premio Nobel per
leconomia nel 1974, eminente rappresentante della
"Grande Vienna", nonché cugino di Ludwig Wittgenstein,
può essere considerato il più autorevole esponente del
pensiero liberale novecentesco. Autore poliedrico, inizialmente
indeciso se dedicare i suoi studi alla psicologia o
alleconomia, opta per questultima, battagliando,
nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, contro
lallora autorevole John Maynard Keynes e contro
il conformismo socialista già a quel tempo dilagante.
Nel 1944 viene pubblicato The Road to Serfdom,
in cui Hayek inizia a rivolgere la propria attenzione
alla filosofia politica e nel 1947 fonda a Mont Pèlerin,
in Svizzera, la Mont Pèlerin Society con
i maggiori esponenti del liberalismo fra i quali Von
Mises, Popper, Schumpeter e Milton Friedman. Nel frattempo
Hayek continua a interessarsi anche a problemi inerenti
la psicologia, con la pubblicazione, nel 1952, di The
Sensory Order, opera in cui illustra i fondamenti
della psicologia teorica.
Secondo Hayek "Tutta
la nostra conoscenza deriva dalla capacità del sistema
nervoso di ordinare e di riclassificare la propria attività,
a vari livelli successivi, sotto la spinta di nuove
esperienze", riconoscendo così unintrinseca
limitazione della razionalità umana alla piena comprensione
dei fenomeni mentali, il che conduce a una critica radicale
allidea di pianificazione sociale sotto la direzione
di un solo cervello, umano o artificiale.
Vittima degli attacchi
hayekiani è lidea socialista da chiunque sostenuta;
non a caso The Road to Serfdom inizia con un
eloquente "Ai socialisti di tutti i partiti",
dove per socialisti Hayek intende non solo gli esponenti
degli stati totalitari o i socialisti dichiarati degli
stati democratici, ma anche tutti coloro che negli stati
democratici, pur proclamandosi liberali, vorrebbero
ampliare linfluenza del governo nella vita dei
cittadini, in particolare nella sfera economica.
Dei socialisti, Hayek
critica anche il linguaggio come nel caso della parola
libertà, il cui significato originale di "libertà
dalle catene" di ispirazione liberale è stato da
essi trasformato in "libertà dal bisogno",
o come con laggettivo sociale, che non fa riferimento,
come dovrebbe, al processo impersonale e spontaneo dellordine
esteso, bensì a provvedimenti vieppiù statalisti di
redistribuzione della ricchezza.
Allidea di pianificazione
indirizzata verso un unico fine (il bene comune) e da
attuare con ogni mezzo possibile, Hayek contrappone
lidea di "Sovranità della Legge", secondo
la quale il governo, quando agisce, deve essere vincolato
da norme prestabilite e limitarsi a creare una struttura
di leggi al cui interno gli individui possano liberamente
perseguire i propri fini e desideri personali.
Ispirandosi a David
Hume, secondo cui "le regole della morale
non
sono le conclusioni della nostra ragione", Hayek
afferma che la ragione correttamente usata è quella
che "riconosce i suoi limiti e che affronta le
conseguenze del fatto che un ordine spontaneo, generato
senza disegno, può di gran lunga superare i piani che
gli uomini creano consapevolmente" e che la diffusione
dei principi del capitalismo, spesso detestati e non
compresi, sia il risultato di un processo non-darwiniano
di evoluzione selettiva che ha consentito alle comunità
che li hanno seguiti di aumentare in popolazione e ricchezza.
Per meccanismo di evoluzione "non-darwiniano"
Hayek intende un processo che consente levoluzione
grazie alla diffusione di informazioni e abitudini tramite
lapprendimento e la selezione non coercitiva delle
consuetudini e non un meccanismo analogo a quello delle
scienze biologiche che di permette delineare lo sviluppo
degli eventi passati e futuri in base a leggi scientemente
determinate. Lordine esteso di mercato in cui
viviamo è frutto dellevoluzione da un sistema
di convivenza primitivo basato sulla piccola comunità
e dominato da istinti di solidarietà e altruismo a un
sistema di convivenza formato da un gran numero di individui,
ognuno dei quali persegue fini diversi per mezzo di
regole generali e astratte comuni a tutti. Tale sistema,
lunico che permette a milioni di persone che lavorano
di produrre mezzi di sussistenza per altri individui
che sono perloppiù a loro sconosciuti, non sarebbe mai
potuto formarsi mediante una pianificazione centralizzata
operata in modo consapevole, poiché una singola mente
non è in grado di immagazzinare le conoscenze disperse
di milioni di individui.
Le istituzioni cardine
che hanno consentito lo sviluppo dellordine esteso
sono quelle della proprietà individuale e del commercio,
infatti la prima, conferendo certezza di disporre dei
propri beni ai relativi possessori, ha permesso lespandersi
del secondo anche a lunga distanza, consentendo loccupazione
di gran parte della terra così densamente da poter mantenere
un alto numero di persone anche laddove i beni necessari
alla vita non possono essere prodotti in loco. Fortemente
avverso alla cecità dei filosofi "puri" e
allignoranza economica degli intellettuali, Hayek
critica Aristotele, la cui visione statica, che non
lasciava spazio ad alcuna concezione evolutiva, lo portò
a dire che "lordine poteva essere conseguito
soltanto in un luogo abbastanza piccolo da permettere
a ciascuno di udire il grido di un araldo" e le
cui idee anticommerciali, che tramite Tommaso dAquino
hanno negativamente influenzato le concezioni economiche
della Chiesa cattolica, lo indussero a sostenere che
solo le azioni aventi per scopo un evidente beneficio
per gli altri sono moralmente valide. Secondo Hayek,
quindi, la presunzione di governare secondo un sistema
scientemente pianificato ha sempre affascinato gli uomini
sin dallantichità e il socialismo altro non è
che il modo in cui essa si è manifestata nellera
industriale.
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