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I
cantori della moneta unica
di
Carlo Zucchi
L'Europa? La nuova mamma. Parlarne male è un peccato inespiabile. E come
ogni brava mamma che si rispetti anche l'Europa ha il suo bravo figliolo da
accudire, anch'esso buono e bello a mamma sua, proprio come l'Euro. Ricordate
l'entusiasmo per la nuova moneta non più di due anni orsono? Ebbene,
tutto finito; i sondaggi più recenti parlano di nove italiani su dieci
scontenti, delusi, o comunque perplessi sugli effetti della nuova moneta.
Il nostro sempre euroentusiasta presidente Ciampi ha definito l'Euro un successone.
Grazie! Dal primo gennaio non si possono più staccare assegni, né
aprire conti correnti in lire! La gente sceglie l'Euro perché non può
fare altrimenti.
Ma finora, quali sono stati i vantaggi e gli svantaggi dell'introduzione forzosa
della moneta unica? Gli eurosoloni avevano profetizzato più stabilità,
una più alta crescita economica e una maggior facilità degli scambi
grazie a una diminuzione dei costi di transazione. Sulla maggior stabilità,
mi sembra che i primi due anni di Euro non abbiano dato risultati molto soddisfacenti,
anche se un giudizio più preciso andrebbe dato nel lungo periodo. Comunque,
facendo un paragone con monete di Stati che notoriamente spaccano in due tutti
quanti, notiamo che, alla fine del 2001, l'Euro aveva perso il 6% rispetto alla
moneta pakistana, il 15% rispetto a quella etiope, il 16% rispetto a quella
nepalese e il 24% rispetto a quella somala. Non c'è che dire, specie
se si pensa che la Somalia è un paese senza Governo, mentre l'Europa
Unita governa ogni ambito della nostra "fortunata" esistenza
E
se fosse proprio per quello che la moneta somala
? No, per carità,
a Bruxelles qualcuno potrebbe sobbalzare sulla sedia e dare una testata al soffitto,
che andrebbe poi riparato, e si sa quanto costa rifare i soffitti negli uffici
dell'UE. Sulla maggior crescita economica, Totò non sarebbe mai riuscito
ad arrivare a tanto.
Riguardo alla maggior facilità degli scambi, come era facile prevedere,
si è avuta una riduzione dei costi di transazione dovuta all'uso di una
singola valuta, ma chi ne ha tratto vantaggi è quella minoranza composta
da chi viaggia spesso ed effettua parecchie transazioni fra paesi dell'UE e
che è quindi già abituata a cambiare moneta una volta passato
il confine. Riguardo poi agli operatori finanziari, il rischio legato al tasso
di cambio è venuto meno in seguito all'adozione del sistema di cambi
fissi avvenuta tre anni orsono. Ma per coloro che non rientrano nella categoria
suddetta, e sono la maggioranza della popolazione europea, il cambio della moneta
non ha significato altro che maggiori difficoltà nel determinare i prezzi
dei beni che si acquistano tutti i giorni. Dato che i prezzi incorporano informazioni,
sulla base delle quali prendiamo decisioni, i problemi non hanno tardato a manifestarsi.
Come ha sostenuto Pascal Salin, "L'Euro è stato introdotto in un
modo che ha messo in seria difficoltà tutto il processo volto ad acquisire
informazioni sui prezzi monetari in Euro. Non a caso, i cittadini di Eurolandia
hanno grosse difficoltà a realizzare facilmente e spontaneamente quanto
vale una cosa in Euro e continuano a sentire il bisogno di convertire i prezzi
in Franchi piuttosto che in Lire, o Marchi, ecc."
La moneta è un po' come una lingua, e i prezzi di beni e servizi sono
come parole, e una volta che si introduce forzosamente una nuova moneta è
come se si imponesse a un popolo una nuova lingua, e ogni prezzo espresso nella
nuova valuta è come se fosse una parola nuova. Tutto questo finisce per
alterare la percezione delle persone a tal punto da creare una distorsione informativa,
sia dei prezzi dei singoli beni e servizi, sia dei prezzi relativi. Naturalmente,
anche l'ISTAT ci mette del suo dicendoci che l'inflazione è stabile,
magari calcolandola inserendo nel paniere dei beni i biglietti dello stadio
che non tutti acquistano, "pesandoli" allo stesso modo dei servizi
di pubblica utilità come la luce, che tutti sono costretti a pagare in
regime di monopolio. In ogni caso, l'inflazione è senz'altro maggiore
di quanto dica l'ISTAT, dato che sempre più famiglie faticano ad arrivare
a fine mese; sì, insomma, più che la statistica sembra potere
la realtà.
Ciò che è interessante notare è che la situazione inflazionistica
creatasi non è dovuta a una politica monetaria allegra, ma all'introduzione
di una nuova moneta. In questo caso la distorsione informativa e` stata conseguenza
di una conversione monetaria forzosa, dato che i commercianti hanno anticipato
l'effetto decimale dovuto all`introduzione dell`Euro al posto delle valute nazionali.
I commercianti hanno pensato: "Dato che tutti cercheranno di fare i furbi
con gli arrotondamenti, perché devo esser io l'unico fesso?". Così,
arrotonda tu che arrotondo anch'io, si è creato un processo che ha portato
i prezzi ad aumentare senza la benchè minima giustificazione razionale.
Ma siamo sicuri che gli economisti interpretino sempre nella maniera corretta
la razionalità delle azioni umane? La risposta è no, poiché
il comportamento individuale non è determinato da una qualche dimensione
oggettiva misurabile, ma è condizionato dalla percezione di costi e benefici
di colui che sceglie. Come dice James Buchanan: "L'importanza della percezione
nella scelta individuale tende ad essere oscurata nella teoria economica ortodossa,
e perciò dagli economisti."
Immancabili, in queste situazioni, sono le lamentele delle varie associazioni
di tutela del consumatore, indirizzate verso negozianti e commercianti, il chè
non è casuale, in quanto questi ultimi costituiscono l'ultimo anello
della catena, e gli aumenti dei prezzi da loro praticati sono evidenti ed immediatamente
percepibili, mentre i processi innescati dall'introduzione dell'Euro sono molto
più difficili da individuare. La diminuzione di ricchezza reale accompagnata
a questi fenomeni finisce sempre per essere attribuita ai così detti
fallimenti del mercato, mentre l'esperienza ci dice che i colpevoli sono le
autorità pubbliche, gli Stati nazionali per quanto riguarda le politiche
inflazionistiche del passato, l'Unione Europea per gli aumenti odierni.
Se dovessimo prevedere il futuro sulla base del passato, ci sarebbe poco da
stare allegri, dato che gli eurocrati di Bruxelles si sono limitati a replicare
in scala i vecchi sistemi monetari nazionali che si sono distinti per essere
stati i peggiori di tutta la storia umana. L'unico aspetto che mi fa essere
ottimista è quello relativo a quel mostro cattivo chiamato globalizzazione.
Non è un caso, ad esempio, che i tassi di interesse abbiano avuto un
crollo a livello mondiale, con somma fortuna di paesi come l'Italia, che, nonostante
un avanzo primario, hanno un deficit di bilancio dovuto alla grossa mole degli
interessi passivi sul debito pubblico. Ma la discesa dei tassi non è
stata dovuta né ai miracoli, né alla stabilità dei governi
succedutisi negli anni '90, né tanto meno alla mano santa dell'Unione
Europea, quanto all'effetto globalizzazione. Purtroppo, pero`, la percezione
che l'elettore ha degli eventi viene sviata da governanti che si attribuiscono
meriti (diminuzione del deficit pubblico) che non spettano loro, bensì
a quel mercato globale che essi stessi vorrebbero "regolamentare",
magari con qualche cavillo deleterio, giusto per rovinare meccanismi che funzionano,
ma non a loro beneficio. Poiché oggi i capitali si possono spostare liberamente
senza ostacoli, gli Stati nazionali e le autorità monetarie non possono
più produrre cattiva moneta a piacimento, altrimenti la mandria elettronica
si porta via tutti i soldi in una volta come accaduto in Argentina.
Speriamo solo che certe esperienze servano da lezione.
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