"Come può accadere che le istituzioni che servono al benessere comune e sono estremamente significative per il suo sviluppo sorgano senza una volontà comune intenzionata a formarle?"

Carl Menger

"A society that does not recognize that each individual has values of his own which he is entitled to follow,
can have no respect for the dignity of the individual and cannot really know freedom.
"

F. A. von Hayek

Io la matita:
il mio albero genealogico
come l'ho raccontato a Leonard E. Read


di Leonard E. Read



Un delizioso racconto intitolato "Io la matita: il mio albero genealogico come l'ho raccontato a Leonard E. Read" rappresenta vividamente la maniera in cui lo scambio volontario consente a milioni di persone di cooperare tra loro. Il signor Read, che dà voce alla "matita di graffite - la comune matita di legno ben nota a tutti i ragazzi e gli adulti che sanno leggere e scrivere" inizia la sua storia con l'incredibile affermazione "nessuna persona singola…sa come farmi". Poi procede parlando di tutte le cose che entrano nella fabbricazione di una matita. Innanzitutto, il legno proviene da un albero, "un cedro dalla venatura diritta che cresce nella Carolina del Nord e nell'Oregon". Tagliare l'albero e trasportare i tronchi fino al raccordo ferroviario sono operazioni che richiedono "seghe, autocarri, funi e…un'infinità di altre attrezzature". Molte persone e innumerevoli conoscenze professionali contribuiscono alla loro fabbricazione: nell'"estrazione del minerale, nella produzione di acciaio e nella sua trasformazione in seghe, asce, motori: nella coltivazione della canapa e nella sua trasformazione, attraverso fasi diverse, in pesanti e robuste funi; negli accampamenti per il taglio del legname con le loro sistemazioni per mangiare e dormire…per non parlare delle migliaia di persone che stanno dietro ogni tazza di caffè bevuta dal taglialegna!"
Il signor Read prosegue con la consegna dei tronchi alla segheria, il lavoro di segatura per ridurre i tronchi in assicelle e la spedizione delle assicelle dalla California a Wilkes-Barre, dove fu prodotta la matita che racconta la storia. Ma giunti a questo punto abbiamo soltanto la guaina di legno della matita. La mina nasce come gaffite estratta dalle miniere di Ceylon (attuale Sri Lanka). Numerose e complicate lavorazioni la trasformano nel cilindretto di materiale scrivente che sta al centro della matita.
Il pezzetto di metallo - la ghiera - vicino al fondo della matita è di ottone. "Pensa a tutte le persone che lavorano nelle miniere di zinco e di rame", dice il Signor Read, "e a quelle che sanno trasformare questi prodotti della natura in lamiere sottili".
In fondo alla matita c'è il gommino da cancellare. Si crede che sia di gomma, ma il Signor Read ci spiega che la gomma serve solo come legante. Il gommino è fatto in realtà di Factice, un prodotto simile alla gomma ottenuto facendo reagire olio di semi di ravizzone proveniente dall'Indonesia, con cloruro di zolfo.
Dopo tutto questo, dice la matita, "qualcuno vuole ancora mettere in dubbio la mia affermazione iniziale che sulla faccia della terra non c'è nessuno che sappia fabbricarmi da solo?"
Nessuna delle migliaia di persone coinvolte nella produzione della matita ha svolto il suo compito perché voleva una matita. Alcuni di loro non ne avranno mai vista una e non saprebbero dire a cosa serve. Ognuno di loro ha considerato il suo lavoro come un mezzo per ottenere i beni e i servizi che gli occorrevano: beni e servizi che abbiamo prodotto noi allo scopo di ottenere la matita che ci occorre. Ogni volta che andiamo in un negozio e comperiamo una matita, scambiamo una piccola frazione dei nostri servizia con una quantità infinitesima dei servizi che ognuno di loro ha fornito nella produzione della matita.
Ciò è ancora più sbalorditivo del fatto che la matita sia stata prodotta. Non c'è nessuno che dalla scrivania di un ufficio centrale abbia dato ordini a queste migliaia di persone. Né un apparato poliziesco ha imposto l'esecuzione di ordini che non sono stati dati. Questi uomini vivono in molti paesi, parlano lingue differenti, praticano religioni diverse, possono persino odiarsi reciprocamente, ma nessuna di queste differenze ha impedito loro di cooperare per produrre una matita. Come è potuto accadere?
Secondo Adam Smith, se uno scambio tra due parti è volontario, esso non avrà luogo che quando entrambe le parti credono di ricavarne un beneficio. Dimenticandocene, tendiamo a ipotizzare che la torta da dividere è data, per cui una parte può guadagnare solo a spese dell'altra. Se questa intuizione è chiara nel caso di uno scambio tra due persone, diviene meno intuitivo comprendere come tale principio consenta a un vasto numero di persone di perseguire i propri interess individuali.
Tutto ciò è reso possibile da quel meccanismo chiamato sistema dei prezzi, che funziona senza bisogno alcuno di qualsivoglia direzione centrale e che consente lo svolgimento degli scambi senza bisogno che i partecipanti debbano avere rapporti di conoscenza o di amicizia e senza sapere se la matita sia stata prodotta da un bianco, da un nero o da un cinese. Il sistema dei prezzi, quindi, è più efficace di qualsiasi pregiudizio, proprio quel che ci vuole per la globalizzazione!


Tratto da: Liberi di scegliere di Milton & Rose Friedman - Ed. TEA P. 16-17-18

 

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