La
politica stessa è labuso
Il 22 Gennaio esce in tutti i cinema del Bel Paese
Il Signore degli Anelli III Il ritorno del Re
: partirei dunque da Frodo Beggins. Frodo è
quello che di politica ne sa più di tutti: è
il portatore dellAnello! Sa che lanello
è irredimibile; lunica è distruggerlo.
Ma nessuna anima sa resistere al fascino dellanello
(forse solo Sem è così meravigliosamente
semplice da non essere sedotto). Un uomo colto e sensibile,
Edmund Burke, guardò con orrore alla Rivoluzione
Francese e solo di recente il cinema di Rohmer ha reso
giustizia a quello sguardo bistrattato dagli Storici
Statalisti, con il suo bellissimo La nobildonna e il
duca. Per Burke, ... politics, the thing itself, its
the abuse. Non cè un uso decente del Potere.
E allora come si fa? Bisogna pensare alla possibilità
di un ordine senza ordinamento. Un esempio bello di
questo sono le magioni ordinate degli abitanti della
penisola. In qualche casa cè una casalinga
che mette tutto a posto, in qualche casa ci pensa un
single ordinato, in qualche casa entra una polacca o
una filippina e pensa a tutto lei, in cambio di buoni
acquisto di produzione statale (non vorremo mica chiamare
"moneta" la cartaccia odierna e insultare
il bel conio del fiorino, vero?), grazie al Cielo, senza
iscrizioni, contributi, e non quali altre diavolerie.
Un esempio troppo terra terra? E questo allora? Governare
un grande paese è come far cuocere dei pesciolini.
Mentre Tolkien creava gli orrori di Mordor ispirandosi
a quello che vedeva nei suoi tempi di Nazionalsocialismo
nero e di Nazionalsocialismo rosso, nellOlanda
occupata dalla Wehrmacht, nutriva la speranza dellanima
Duyvendak, occupato a tradurre il Tao Te Ching. Il proverbio
del pesciolino, ci spiegò, significa che non
bisogna stancare il popolo con provvedimenti amministrativi
e frequenti cambiamenti. Quando si fa cuocere un pesciolino,
non bisogna toccarlo e rivoltarlo, altrimenti si rischia
di schiacciarlo. E quale idea di popolo felice aveva
in mente Lao? Non lo dice espressamente, ma credo che
pensasse alla Contea degli Hobbit. Nella Contea non
cè Sovranità: è una repubblica
di proprietari che condividono una cultura comune di
produttività e libero scambio. Una comunità
anarchica di libero mercato, in cui ogni Hobbit gode
del suo naturale diritto alla vita, alla libertà
e alla proprietà, ma dove, per dare un po
dazione alle vicende, ci sono i ricchi e i poveri.
"Utopia", mi dicono a questo punto le piccole,
spente anime statolatriche, ma forse lAmerica
di Jefferson non era poi così diversa dalla Contea,
e chissà che dalle rovine della fine catastrofica
dellEra dello Stato-Nazione (dal XV sec. al 2007?
A.D.) non rinasca da qualche parte una Terra di Libertà.
Lo sperava Tolkien. Meriterebbero bastonate quelli che
lo stimano come una sorta di fantasticone new-age protoecologista.
Nelle sue lettere, pubblicate in volume sotto il titolo
La realtà in trasparenza, si leggono perle di
profondità degne di Goethe come: "Tutte
le azioni valgono per se stesse, a parte le loro cause
e i loro effetti. Nessun uomo può giudicare quello
che sta veramente succedendo nel mondo attuale sub specie
aeternitatis. Tutto quello che sappiamo, e anche questo
in larga parte per diretta esperienza, è che
il male agisce con grande potenza e successi continui
inutilmente: preparando sempre e solamente il
terreno perché il bene, inaspettatamente, germogli".
Mentre osserviamo le forze del Male che avanzano nel
nostro mondo (lUnità dItalia, il
Socialismo rosso e nero, le guerre, la moneta di carta,
la democrazia, lUnione Europea, il Welfare/Warfare
State, le banche centrali nazionali, la creazione dal
nulla del diritto tramite i cosiddetti parlamenti, per
il passato; per il futuro, il Nuovo Ordine Mondiale,
il Governo Planetario, la Banca Centrale Mondiale che
emette lUnica Valuta Inconvertibile, la Guerra
Infinita tra Governo e Terroristi) forse le forze del
Bene sono pronte a riemergere anche durante la rimanente
vigilia dei nostri sensi. Allora viene voglia di tacere
le lamentazioni contro il Leviatano e lasciare che il
Cielo e la Terra si prendano cura dei diecimila esseri.
La sconfitta di Mordor è prefigurata dalla tenerezza
degli Hobbit e dal cap XXXVI del Classico di Lao: "Se
si vuole restringere, bisogna estendere. Se si vuole
indebolire, bisogna rafforzare. Se si vuole far perire,
bisogna far fiorire. Se si vuole prender possesso, bisogna
offrire. Questo è ciò che si chiama una
visione sottile: il molle e il debole vincono il dure
e il forte".
Si può leggere la strategia di Mordor-2000 nei
libri di George Saruman Soros (On Globalisation) e di
David Sauron Rockefeller (A life). Internazionalismo,
Governance Mondialiste Oligarchiche, una Banca Centrale
Mondiale, una Valuta Inconvertibile Mondiale basata
sui Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario
Internazionale, una Polizia Internazionale. Se qualcuno
ha invece preferenza per gli Orchetti di casa nostra,
si sfogli quellammasso di nonsensi che è
lultimo libro di Guido Rossi pubblicato da Adelphi:
siccome nessuno sa nulla di banche e finanza, ecco che
basta che uno così, con quellaura di competenza,
pubblichi qualcosa con una casa editrice che gli Intellettuali-Gollum
usano leggere, che, da oggi e per sempre, quelle scempiaggini
diventano la verità ufficiale sulle crisi finanziarie
e sui modi per evitarle. La quasi totalità dei
prof di storia dei licei è convinta che la crisi
del 29 fu colpa del capitalismo e che il New Deal
fu un successo. E sfido chiunque a toglierglielo dalla
capoccia! Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi,
e non è affatto detto che vinceranno loro.
La grande occasione di distruggere lAnello fu
perduta nel 1848 e non sulle barricate, ma nellagone
del confronto di idee, quando i liberali dellepoca
non ebbero il coraggio di appoggiare Gustave de Molinari
nella sua proposta di una produzione di mercato della
sicurezza, togliendo allo Stato lunico monopolio
che sembra a quasi tutti necessario. Restò un
riflesso crepuscolare di quella tradizione, che ebbe
la ventura di germogliare in Italia, ignorato, quel
Bruno Leoni, che ne La libertà e la legge offre
una alternativa in lingua di sì alla noia perbenista
che ispirano le pagine del partitocratico recentemente
dipartito Bobbio.
I sogni e le speranze. Mi sovvengono quelli di un politico
che ho sentito parlare in televisione laltra sera
sul babbeissimo tema Cosè la destra? Cosè
la sinistra? e lo nomino perché mi ricordo
il suo nome Calderoli e in perfetta innocenza,
perché proprio non so a quale schieramento
buffa parola appartenga suddetto politico. Sogna
costui "un paese in cui si contrapponga una parte
di conservatori e una parte di progressisti, in pace
e secondo le regole quiete dellalternanza democratica,
nel quadro della collaborazione con i partner europei,
puntando ad un ruolo sempre maggiore dellONU nel
dirimere le controverse interstatuali". Sfugge
però cosa è conservatore: il gold-standard
o lINPS? Lopposizione alla tassa sul reddito
o il proibizionismo sulle droghe? Sfugge però
cosa è progressista: labolizione dei dazi
o le sovvenzioni allagricoltura? Lhome-schooling
o lordine dei giornalisti?
E allora ci metto qui i miei di sogni: libero commercio
internazionale senza dazi e protezionismi (un sinonimo
della pace), chiusura dellONU, scioglimento della
UE, frammentazione politica della mia amata penisola
nella miriade di municipalità che lhanno
resa grande nel mondo, eserciti di popolo e comunità
di tipo svizzero intesi allautodifesa, nessun
intervento di alcuna istituzione a regolamentare lattività
economica, nessun obbligo di contribuzione per previdenza,
scuola o sanità, la rinascita della libera carità,
della prudenza e della curiosità di imparare,
la secessione dalle forme istituzionali fino al livello
del condominio, una moneta di produzione privata di
metallo prezioso, la pubblicazione di un quadernino
dal titolo La Legge con dentro quelle quattro regole
di non violenza necessarie al mantenimento del diritto
naturale, lappropriazione privata dei mari e dei
fiumi per sottrarle al loro triste destino di bene pubblico,
la libertà, per lindividuo, di fare tutto,
tranne ciò che è violazione di proprietà
altrui.
Non voglio certo terminare con le mie parole. Piuttosto
con quelle di Lao-Tze:
"La cosa più molle al mondo si precipita
contro la cosa più dura al mondo. Niente al mondo
è più molle e debole dellacqua;
ma nellavventarsi contro ciò che è
duro e forte, niente può superarla. Senza sostanza,
essa penetra in ciò che non ha interstizi. La
cosa diventa facile per essa grazie a ciò che
non esiste. Così io so che il Non-agire ha il
sopravvento. Insegnare senza parole a trarre profitto
dal non agire... Il Santo si attiene alla pratica del
Non-agire e professa un insegnamento senza parole".
O con quelle di Tolkien:
"Io non sono democratico, solo perché lumiltà
e luguaglianza sono principi spirituali corrotti
dal tentativo di meccanizzarli e formalizzarli, con
il risultato che non si ottengono piccolezza e umiltà
universali, ma grandezza e orgoglio universali, finché
qualche orco non riesce a impossessarsi di un anello
di potere, per cui noi otteniamo e otterremo solo di
finire in schiavitù".
Fabio Gallazzi
Gennaio 2004
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